Il Riflesso del Cinema: Snowpiercer
- Salvo
- 28 mag 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Rotten Tomatoes: 94 %
Voto The House: 8,2

TRENO DA INCUBO

Immaginarsi com’è un viaggio in treno durante il periodo estivo, da bollino rosso, in mezzo a tanta gente, l’aria climatizzata che neanche funziona ed il sudore che si deposita melmoso su tutta quanta la pelle. No, neanche questo dà, se non vagamente, una vera e propria idea di cosa significhi trascorrere tutta la vita, dico tutta, in un treno che non necessita di fermate (non ve ne sono) ma in moto perpetuo percorre tutto la terra e da questo cinetico andirivieni trae le risorse per la sua sussistenza e per quella dei passeggeri.
Un incubo! Sennonché il tutto potrebbe essere aggravato dal fatto spiacevole di non viaggiare in prima classe bensì in fondo al treno, con i Pària dell’umanità, poiché anche tu sei un Pària solo che non lo sai.
No, che disdetta, si potrebbe dire all’inizio, cercherò migliore sistemazione, un posticino libero andando avanti. Macché. Il capotreno è irremovibile, necessità è occupare il proprio posto assegnato in partenza. Perché? ci si chiede con un misto di ansia poiché la faccenda sta prendendo una brutta piega, ma perché è così, punto.
Lapidaria risposta, secca come se fosse la risultante di un ordine divino e non decisione degli uomini, di pochi uomini in verità.
UTOPIE

Platone aveva cominciato a tirare fuori Utopie di come dovrebbe essere una buona società, mettendo a capo i Filosofi, gli unici che avevano ben chiara l’idea di cosa fosse il Bene e poi, perché tutto si reggesse in armonia, varie classi, tipo guerrieri, commercianti, eccetera., rette da un legame quasi incoercibile di subordinazione. Posso io ragazzino di borgata, chiedeva il fanciullo ateniese, giungere a regnare con i Migliori? Ma certo, però è un po' difficile poiché le giuste ed opportune qualità abbiamo impressione che si trasmettano più facilmente con il sangue che con l’educazione.
Digrigno di denti. Il problema che sfugge a questi capoccioni del pensiero, e mettiamoci pure un Campanella od un Bacone, è che in queste mirabili società vi è necessariamente bisogno di chi pulisca i cessi e non è detto che quello adibito a tale ingrato compito lo faccia in serenità e letizia, sospinto dall’entusiasmante pensiero di contribuire al buon funzionamento della Giusta Società (per tutti ma non per lui…).
TRAME OSCURE

Vi è nel film, a tal proposito, una bella immagine esplicativa: il vagone di testa, in adamantino quanto asettico comfort, nasconde sotto il suo pavimento la presenza di bambini adibiti al buon funzionamento di rotelle ed ingranaggi del treno (se no, tutti a piedi) costretti ad una esistenza inimmaginabile, in un angusto spazio fisico a metafora di ciò che verrà loro tolto per la sussistenza dei più. Il discorso potrebbe ulteriormente complicarsi: le società sono necessariamente basate sul sacrificio di molti per il benessere di pochi, il ciclo produttivo che scintilla con le sue merci ha il retaggio di moltitudini di poveri che fanno il lavoro sporco. Brutto affare!
Torniamo, però al nostro treno conoscendo il suo meraviglioso articolarsi attraverso gli occhi del ribelle Curtis (Chris Evans) che si decide finalmente per una bella migrazione dall’ultimo al primo vagone. Naturalmente il tutto avverrà con cospicuo spargimento di sangue poiché chi possiede dei privilegi di casta è poco disposto a condividerli; la cosa interessante, però, è che gradualmente si prenderà coscienza che tutto il treno è un vero e proprio microcosmo (al di fuori di esso si morirebbe), con serre, acquari, zoo, ristoranti e le immancabili classi sociali, con i poveri relegati in ultimo (fame e sporcizia) ed i ricchi in testa al treno (caviale e champagne).
LA SOLITA STORIA

Ci si chiede, allora: ma è mai possibile che nel teorizzare una società ideale partendo da zero, una feroce glaciazione infatti ha distrutto tutta l’umanità, non ci si può esimere dal creare nuovamente e ribadire la (finta) necessità di classi sociali e gente che ti ripete a piè spinto la più celebre battuta de Il Marchese del Grillo: io so io e voi non siete un ca…?

E ancora: è mai possibile uscire fuori dall’ allucinato quanto fisso andirivieni di errori che hanno costellato nei secoli il rapporto tra uomini spingendoli inevitabilmente al sospetto, alla diffidenza, all’egoismo, alla guerra? Perché, ecco, come limatura di ferro in mezzo ad un campo magnetico il treno ha creato inevitabilmente linee di forza che parlano di sperequazione dei beni, di ingiustizia nei rapporti, sfruttamento dei più deboli, alimentando nell’ignoranza o peggio ancora nelle fandonie indottrinate, il sogno delirante di un nuovo Adamo. La solita storia!
Chi mai troverà, allora, il coraggio di uscire da quell’incubo per vedere se la vita continua lontana da quel desolato paesaggio di uomini?
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